
Settembre apre il cantiere del budget. Si tirano le somme della stagione, si stimano i volumi dell’anno che verrà, si mette in fila ciò che non può più aspettare: la linea da rinnovare, il macchinario che regge a fatica, il software che manca da tempo. Quando il quadro degli investimenti è ormai definito, arriva quasi sempre la stessa domanda: su questi acquisti, quali agevolazioni possiamo attivare?
È una domanda legittima, posta però nel momento sbagliato. Le regole che governano oggi gli incentivi alle imprese chiedono di ragionare al contrario: le condizioni dell’agevolazione — l’ordine dei passaggi, i tempi, il modo in cui il beneficio si riflette sui conti — orientano la decisione stessa di cosa acquistare e quando. Sono, a tutti gli effetti, elementi del piano finanziario.
Vale la pena capire perché.
Come funziona l’iperammortamento
La misura di riferimento per chi investe in beni strumentali è oggi l’iperammortamento, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 al posto dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. Copre gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e riconosce una maggiorazione del costo del bene ai fini fiscali, articolata per scaglioni: fino al 180% sulla quota di investimenti entro i 2,5 milioni di euro, con percentuali via via inferiori sugli importi superiori.
Rispetto ai crediti d’imposta cambia la forma del vantaggio. Il credito si compensava in F24 e generava liquidità in tempi ravvicinati. L’iperammortamento agisce sull’imponibile: aumenta le quote di ammortamento deducibili e alleggerisce l’imposta dovuta anno dopo anno, lungo la vita utile del bene.
Un esempio rende l’ordine di grandezza. Su una linea automatizzata da un milione di euro, interconnessa, con coefficiente di ammortamento ordinario al 10%, la maggiorazione porta la base ammortizzabile a 2,8 milioni. Il vantaggio fiscale, in termini di minore IRES, può avvicinarsi al 43% del costo del bene: un ritorno rilevante, che accompagna l’investimento per tutta la sua durata anziché concentrarsi in un’unica soluzione.
Questa è la prima informazione che entra nel budget. L’esborso si concentra nell’anno dell’acquisto, il rientro si distribuisce negli esercizi successivi: due movimenti che il piano finanziario tiene insieme senza difficoltà, a patto di conoscerli quando le previsioni si costruiscono. Sapere in anticipo come e quando il beneficio si riflette sui conti permette di calibrare la copertura finanziaria dell’investimento e di scegliere gli strumenti di credito più adatti a sostenerne il profilo.
La sequenza che il budget deve rispettare
Il secondo elemento che entra nel budget riguarda l’ordine delle operazioni, e merita attenzione perché è la fonte degli errori più costosi.
L’accesso all’iperammortamento passa dalla piattaforma del GSE e si articola in tre passaggi. Il primo è la comunicazione preventiva, che va trasmessa prima di avviare l’investimento: è il momento in cui l’impresa dichiara il progetto e prenota le risorse. Segue la comunicazione di conferma, da inviare entro sessanta giorni dall’esito positivo, con il pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione. Chiude la comunicazione di completamento, che arriva dopo l’interconnessione del bene ai sistemi aziendali e comunque entro il 15 novembre 2028.
Questa sequenza non è una formalità amministrativa: determina se l’agevolazione spetta. Un bene ordinato prima della comunicazione preventiva resta fuori dal beneficio, per quanto avanzato sia dal punto di vista tecnologico. Un macchinario installato ma non interconnesso ai sistemi aziendali perde la qualifica 4.0. Una comunicazione di completamento trasmessa oltre il termine fa decadere il vantaggio maturato.
Il tempo, in sé, non manca: la finestra resta aperta fino a settembre 2028. Quello che serve è la sequenza giusta. E poiché per una linea complessa tra ordine, consegna, installazione e collaudo passano facilmente otto o nove mesi, le date della piattaforma vanno incrociate con quelle dei fornitori già in fase di budget. Un investimento previsto per la seconda metà del 2027 richiede che la prenotazione sia impostata con largo anticipo, insieme alla decisione di comprare — non dopo.
Il quadro degli strumenti attivi
Un budget 2027 ben costruito lavora su più leve insieme. L’iperammortamento agisce sul fronte fiscale, ma non è l’unico strumento da mettere a piano.
La Nuova Sabatini lavora sul costo del denaro: rifinanziata con 450 milioni di euro per il 2027, consente finanziamenti fino a 4 milioni con un contributo che abbatte gli interessi bancari, calcolato su un tasso convenzionale del 2,75% che sale al 3,575% per i beni ad alto contenuto tecnologico. Sullo stesso investimento le due misure possono coesistere, agendo su piani diversi: una riduce l’imposta, l’altra il costo del finanziamento.
Restano inoltre attivi i crediti d’imposta per le imprese insediate nella ZES Unica e nelle Zone Logistiche Semplificate, estesi fino al 2028, e le misure SIMEST per chi ha in programma un percorso di internazionalizzazione.
Il cumulo tra misure diverse è ammesso, entro condizioni precise: il sostegno complessivo deve rispettare i limiti previsti da ciascuna agevolazione, evitare sovrapposizioni sulle medesime quote di costo e restare entro il costo effettivamente sostenuto. In alcuni casi, la base di calcolo va assunta al netto delle sovvenzioni già ricevute per le stesse spese. Ogni misura, poi, ha regole proprie. È il terreno in cui si decide quanto beneficio l’impresa porta davvero a bilancio, e in cui un’impostazione approssimativa emerge in fase di controllo, quando correggere è complicato.
Metterle a sistema significa stabilire già in fase di budget quale investimento si appoggia a quale strumento, e in quale ordine procedere: è quella combinazione a determinare il costo reale dell’operazione per l’impresa.
Una sola regia per investimenti e agevolazioni
Il filo che tiene insieme quanto detto finora è semplice da enunciare e meno semplice da praticare. Il piano industriale stabilisce di cosa l’azienda ha bisogno. La struttura delle agevolazioni stabilisce quando conviene acquistarlo, come vanno scadenzati i passaggi e quale effetto avrà sui conti degli anni successivi. Sono due ragionamenti che rispondono alla stessa domanda e danno il meglio quando procedono insieme.
Restano però due discipline distinte, con logiche e scadenze proprie: la pianificazione ragiona per esercizi e flussi di cassa, la finanza agevolata per finestre normative, prenotazioni e requisiti tecnici. Tenerle allineate su uno stesso investimento richiede una regia, e qualcuno deve costruirla.
In Partner le due competenze convivono all’interno della stessa struttura. L’area di pianificazione e controllo di gestione costruisce il budget, proietta i flussi di cassa e verifica che un investimento resti sostenibile lungo gli anni in cui il beneficio matura. L’area di finanza agevolata individua le misure attivabili, imposta il cumulo, presidia prenotazioni e scadenze. Le due lavorano sullo stesso piano e sugli stessi numeri.
Per l’imprenditore questo significa portare a un unico interlocutore l’investimento che ha in mente e ricevere una risposta che tiene insieme tutti i piani: quali strumenti attivare, con quali risorse coprirlo, secondo quale calendario procedere, quali effetti attendersi sul bilancio dei prossimi esercizi. Dalla decisione di investire fino alla rendicontazione finale, con una sola regia.
Il budget 2027 prende forma in queste settimane. Costruirlo integrando fin da subito la dimensione degli incentivi significa arrivare a gennaio con le scelte fatte, i tempi impostati e i benefici già agganciati al piano.
Sandra Travaglini – Consulente Partner specializzata in pianificazione e controllo di gestione
Antonella Falò – Consulente Partner specializzata in finanza e progetti
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FAQ
Quando conviene iniziare a preparare il budget 2027?
L’autunno è il momento naturale, perché consente di impostare insieme decisioni di investimento e agevolazioni. La prenotazione dell’iperammortamento va trasmessa prima di ordinare il bene, e per un macchinario complesso tra ordine e collaudo possono passare otto o nove mesi: sono tempi che vanno previsti già in fase di budget.
Che differenza c’è tra l’iperammortamento e i vecchi crediti d’imposta 4.0 e 5.0?
Cambia il modo in cui il beneficio arriva. I crediti d’imposta si compensavano in F24 e producevano liquidità in tempi brevi. L’iperammortamento agisce sull’imponibile, aumentando le quote di ammortamento deducibili lungo l’intera vita utile del bene: il vantaggio si distribuisce negli anni, e la previsione di cassa va costruita di conseguenza.
Fino a quando è possibile accedere all’iperammortamento?
La misura copre gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con comunicazione di completamento da trasmettere entro il 15 novembre 2028. Ogni investimento richiede però di rispettare la sequenza prevista, a partire dalla comunicazione preventiva da inviare prima dell’avvio.
Gli incentivi si possono cumulare tra loro?
Il cumulo è ammesso entro limiti definiti: il sostegno complessivo non può coprire le medesime quote di costo né superare il costo effettivamente sostenuto, e la base di calcolo va assunta al netto delle sovvenzioni già ricevute per le stesse spese. Poiché ogni misura ha regole proprie, la verifica va condotta caso per caso prima di procedere.
Gli incentivi si possono cumulare tra loro?
La Nuova Sabatini, rifinanziata con 450 milioni per il 2027, sostiene l’accesso al credito per l’acquisto di beni strumentali. Restano attivi i crediti d’imposta per la ZES Unica e le Zone Logistiche Semplificate fino al 2028, e le misure SIMEST per i progetti di internazionalizzazione.




